Sabato, 29 luglio 2017 - ORE:13:39

Chelsea, Tottenham, PSG: i soldi non fanno la felicità, ma neanche le vittorie


LA CRISI. Sono ormai mesi interi che la solita filastrocca ci suona nelle orecchie come una cantilena maledetta “signori siamo sull’orlo di una crisi europea, dobbiamo rimboccarci le maniche, sacrificarci e sudare sangue per uscirne”. Chi di noi non ha sentito in questi mesi parole simili a queste? Chi di noi non ha imparato a fare sacrifici quando deve andare al supermercato a fare la spesa, risparmiando fino al centesimo in nome della Dea Crisi? Chi di noi non spera un giorno di aprire il giornale e vedere scritto che il sacrifico è finito, che l’Italia è finalmente uno stato onesto e l’economia è tornata a girare come una trottola?

Tutta l’Europa ormai ha capito che la situazione è tragica sia in ambito politico sia soprattutto in ambito economico, e sicuramente tutto il mondo calcistico che tiene alla crisi si sarà fatto delle grasse risate in questi giorni. Se le sarà fatte vedendo le facce di “grandi uomini” come Abramovic oppure dei vari sceicchi dell’Est, che se ne fregano dei sacrifici e spendono per vincere trofei che prima erano pieni fino all’orlo di onestà e forza di volontà, e che ora invece sono vuoti come i loro portafogli.

CALCIOMERCATO 2012/2013. Il calciomercato di quest’anno, iniziato sotto l’insegna del Fair Play Finanziario, ha visto una spaccatura in tutta Europa: da una parte società accorte che hanno cercato di tagliare il monte ingaggi (totale stipendi lordi dei giocatori), dall’altra società “pirate” sul mercato, che hanno mosso capitali a destra e a manca come i carrarmati al Risiko. Ma, cosa ancora più incredibile, sono state proprio queste società le prime a cadere nelle prime partite di Agosto, dimostrando a tutti una cosa fondamentale: con il sacrificio si può superare tutto, anche una montagna di soldi. Andiamo ad analizzare insieme queste squadre nelle loro prime apparizioni di questa annata calcistica.

TOTTENHAM. La squadra londinese, dopo l’arrivo dello “Speciale Two” Villas Boas, ha deciso di fare una campagna acquisti decisamente aggressiva, acquistando giocatori del calibro di Lloris, Dembelè, Vertonghen, Dempsey, Adebayor e Sigurdsson, con una spesa superiore ai 100 milioni che è stata parzialmente abbassata soltanto grazie alle cessioni di Modric e Van Der Vaart.

Nonostante i soldi spesi, l’inizio di campionato è stato da incubo. Dopo la sconfitta nella prima giornata per 2-1 contro il Newcastle, è arrivato il pareggio interno contro il West Bromwich Albion (1-1) e poi sempre in casa contro la neo-promossa Norwich (1-1). questi risultati non faranno certo piacere a Villas Boas, che sente già la terra muoversi sotto i piedi. Inutile dire che in caso di esonero il Presidente del Tottenham Daniel Levy dovrebbe mettere nel libro-paga un altro allenatore, ma a quanto pare i soldi non sono il suo problema principale no?

CHELSEA. Dopo la vittoria della Champions League nella passata stagione, il freddo cuore del Presidente Roman Abramovich si è sciolto come neve al sole. Le conseguenze vi sono state nella campagna acquisti: una spesa totale di 103 milioni, dovuti all’arrivo a Londra di Marin, Hazard (hanno preso anche il fratello già che c’erano), Moses, Oscar e Azpilicueta. Anche per ai Blues i soldi non sono serviti a niente contro lo spirito di squadra e sacrificio dell’Atletico Madrid, che ha distrutto la squadra avversaria nel primo tempo, l’ha derisa nel secondo e si è goduta la coppa nel terzo. Dopo la roboante sconfitta sicuramente la panchina di Di Matteo non rischia più di tanto, ma di sicuro non saranno più rose e fiori con il russo dal portafoglio gonfio e dai sogni infranti.

PSG. Infine arriviamo alla squadra che è riuscita a farsi odiare da tutto il mondo in un solo anno. Per la squadra francese i numeri sono impressionanti e irriverenti nei confronti di qualsiasi discorso economico che si possa riflettere in un risparmio. Solo di trasferimenti i parigini (anche se sarebbe più giusto parlare di uno sceicco) hanno speso in questo anno di calciomercato la bellezza di 240 milioni per comprare giocatori come Pastore, Gameiro, Lavezzi, Menez, Verratti, Ibrahimovic, Lucas e Thiago Silva. Inoltre il monte ingaggi della società ha superato quota 250 milioni, arrivando così a quasi 500 milioni. Ma, come può accadere solo nella realtà, questa squadra allenata da uno dei migliori allenatori al mondo (Ancelotti), è riuscita nell’impresa di pareggiare le prime 3 partite (contro Lorient, Ajaccio e Bordeaux) e piazzarsi dietro il Nancy, che ha speso solo 5 milioni di euro.

L’unica speranza che ci rimane è che la favola duri il più possibile, perché il mondo ha bisogno di sapere che in qualche parte del mondo ci sarà sempre un Davide che sconfigge un Golia, aspettando il giorno in cui sarà il più forte a porgere l’altra guancia e ad aiutare il più debole. Tutto nel rispetto del Fair Play Finanziario ovviamente…



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