Martedi, 23 maggio 2017 - ORE:12:47

Euro 2012: Italia, cuore e coraggio


A kiev gli uomini di Cesare Prandelli giocano la migliore gara di questi europei, dominando l’Inghilterra di Roy Hodgson per 120 minuti, mettendola alle corde, colpendo due pali, e sfiorando a più riprese il colpo del ko, che non arriva, prima della, tanto temuta serie di tiri dal dischetto.

Gli allievi che superano i maestri del calcio e che insegnano loro a giocare: è stato questo l’inatteso copione di una partita in cui i ruoli storici delle due squadre, si sono totalmente capovolti. L’Italia all’ attacco e l’Inghilterra che si difende, affidandosi alle sporadiche e inoffensive sortite negli ultimi sedici metri, rappresentano l’espressione più concreta dello stravolgimento del calcio moderno, sempre più tecnico e globalizzato.

La squadra di Roy Hodgson, letteralmente sopraffatta, uscita dal campo con le ossa rotte, ha evidenziato delle grandi lacune nella fase di impostazione costruttiva del gioco, invece prediletta dagli italiani nel loro assetto propositivo e fantasioso di sviluppo della manovra.

La partita è stata in pieno controllo degli azzurri, che ancora una volta hanno potuto contare sull’inventiva di un ispiratissimo Andrea Pirlo, sempre più uomo simbolo di questa nazionale, e acclamato da tutto il mondo sportivo per le sue eccelse qualità, che lo contraddistinguono ormai da anni.

La sintesi più significativa dell’infinita classe di questo campione, la si vede nella maestria con la quale il centrocampista della juventus “scucchiaia” il pallone del rigore che fa sedere Hart e tutta l’Inghlterra, e ci rimette in corsa nella spietata lotteria dei penalty che decidono la qualificazione. In un gesto vediamo riassunto tutto il valore di questo giocatore, capace, attraverso il rischio, peraltro affrontato con disarmante naturalezza, di infondere nuova serenità e coraggio al gruppo azzurro, in un momento così delicato come quello che decide le sorti future di una squadra.

L’Italia ha avuto ragione di un avversario troppo remissivo, che sembra quasi aver fatto “indigestione” di strategie difensiviste, “all’italiana”, sotto l’egida severa del criticatissimo Fabio Capello, impartite però, a quanto pare, anche dal connazionale Roy. L’unico sussulto degno di nota dei bianchi d’oltremanica porta la firma di Lescott, stoppato efficacemente dalla manona pronta di Gigi Buffon. Il portierone azzurro più tardi è anche protagonista di un altro intervento, ben più decisivo, quando neutralizza il quarto rigore inglese calciato da Ashley Cole.

La parata dell’estremo difensore bianconero cancella l’errore precedente di Montolivo e spiana la strada a Diamanti, che freddo dal dischetto, piazza il colpo del tanto agognato e troppo tardivo successo italiano, di una vittoria desiderata, cercata con il cuore e che rende giustizia per quanto di buono espresso dai nostri nell’arco dei lunghissimi, interminabili 120 minuti di gara. Ai rigori finisce 4 a 2 per noi. A segno anche Balotelli e Nocerino, mentre per gli inglesi trasformano Gerrard e Rooney, prima del gol di Pirlo e l’errore di Young che spostano gli equilibri dalla parte italiana.

Adesso la Germania ci aspetta al varco, sempre in semifinale. I tedeschi di Joachim Loew sono affamati di rivincita, voraci di quel successo troppo spesso e mal volentieri sfumato contro gli azzurri, e che ancora oggi li tormenta. E allora eccoci, ancora una volta alla resa dei conti. Noi siamo pronti.

L’incontro tra Spagna e Portogallo, che hanno avuto la meglio, rispettivamente di Francia e Repubblica Ceca, completa il quadro delle semifinali.



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