Sabato, 29 luglio 2017 - ORE:13:41

Falcao annienta i Blues


Dopo le due coppe conquistate negli anni precedenti con Porto e Atletico Madrid, tutti si aspettavano un grande Falcao per questa finale. Ma nessuno si sarebbe mai aspettato questo. Soprattutto il Chelsea, che in campo non ha giocato contro una squadra, ma contro un vero e proprio tornado. L’Atletico di Simeone gioca 60 minuti con una cattiveria agonistica tale da annichilire gli avversari, con il trio d’attacco Adrian Lopez-Koke-Arda Turan che si muove in maniera vertiginosa dietro il miglior centravanti del pianeta, Radamel Falcao. Incredibile la sua progressione, la sterzata, il tiro, la precisione, la forza. Stasera ci ha mostrato tutto il suo repertorio, e Abramovich sarà sicuramente rimasto a bocca aperta, oltre che con le tasche vuote di soldi ma soprattutto di trofei.

LA PARTITA. Per la finale Di Matteo si affida ad un collaudato 4-2-3-1 che sa tanto di 4-3-3, per l’avanzamento a trequartista di Ramires, che trequartista non è di certo. L’Atletico risponde con il medesimo modulo, ma soprattutto con una simbiosi ed organizzazione che emerge sin dai primi minuti. La partita rimane in bilico per i primi 4‘, fino cioè alla prima palla filtrante per i piedi di Falcao, che in spaccata colpisce la traversa. Cech inizia già ad avere i sudori freddi, consapevole che la serata non sarà delle migliori. Ma il peggio per lui deve ancora venire: il primo tempo conta in tutto 3 gol di Falcao (7′, 19′ e 45′), più una traversa e un palo sempre della Tigre e una ghiottissima occasione per Gabi.

Il Chelsea è completamente spaccato in campo: da una parte i “fantasisti senza fissa dimora” Mata e Hazard, che non vedono nemmeno l’ombra di un pallone; dall’altra 4 giocatori che dovrebbero essere la difesa di Di Matteo, ma in realtà sono più 4 ragazzi che gironzolano a giro per il campo in cerca dei giocatori madridisti, che gli passano accanto come delle vere e proprie frecce.

ABRAMOVICH. Il risultato finale di 4-1 sarebbe potuto essere molto più rotondo se dopo il gol di Miranda l’Atletico non si fosse fermato, permettendo al Chelsea anche di siglare il gol della bandiera con Cahill dagli sviluppi di un calcio d’angolo. I Blues ne escono a testa bassa e con la coda tra le gambe, ma è soprattutto il re del calciomercato Roman Abramovich a dover essere il più deluso, vista l’infinita lista di acquisti, che conta giocatori del calibro di Hazard, Oscar, Marin, Moses ed Azpilicueta, per un totale di 98 milioni spesi per veder passeggiare una tigre sulla carcassa di quella che doveva essere la squadra più forte d’Europa.

FALCAO. Per Falcao quindi la partita perfetta, un 10 in pagella che pochi giocatori hanno avuto l’onore di ricevere. Molti lo avranno visto oggi alle 13 al sorteggio dei gruppi di Europa League ed avranno pensato “Ma che ci fa lì? Perché non va ad allenarsi per la finale?”. La verità è che questo giocatore ha una classe e un fiuto per il gol così perfetto e acuto che non ha nessun bisogno di allenarsi. Perché lui non è un giocatore, ma un animale. Lui è la Tigre.



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