Sabato, 18 novembre 2017 - ORE:15:13

Il calcio tra Fair Play Finanziario, sceicchi e Scommessopoli


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Sceicchi, cinesi e americani che piovono da ogni parte, presidenti italiani costretti a vendere giocatori al primo che passa (tutto in nome del famoso FFP), scommesse illegali e partite truccate che fanno inorridire anche le persone che seguono meno lo sport più bello del mondo.

FFP. Fair Play Finanziario (Financial Fair Play in lingua inglese) è un progetto ideato dalla UEFA nel Settembre 2009 per eliminare la disparità nel mondo calcistico, sempre più dovuta a motivi economici piuttosto che motivi sportivi. La finalità primaria di questo progetto è quella di riuscire negli anni ad arrivare all’azzeramento dei debiti della società, fino all’auto-finanziamento. Anche se sembrava molto lontano nel tempo, le prime conseguenze sono state ben visibili fin da subito: il Besiktas ha dovuto rinunciare per 2 anni alle coppe europee, mentre il Paok e il Bursaspor si sono viste ritirare la licenza UEFA per dei debiti scaduti.

Il Fair Play Finanziario, che si è attivato all’inizio del 2011 e durerà fino al 2014, è un metodo necessario visti i numeri sconcertanti che ci mostra il calcio europeo: il debito complessivo analizzato nei primi mesi del 2012 ammonta ad 1,6 miliardi di euro, con una crescita annuale del 36% e il 75% delle società che non riescono a pareggiare il bilancio.

SCEICCHI. Il movimento economico degli sceicchi nel calcio è iniziato nel Settembre del 2008, quando la parte meno famosa di Manchester ha visto bussare alla propria porta il sogno di tutta una vita: una montagna di soldi. Il suo nome era Mansur bin Zayed Al Nahyān (a capo della Abu Dhabi United Group) e prometteva ricchezza, fama e trofei in cambio della dignità, persa nei confronti di chi rispetta in tutto e per tutto il Fair Play Finanziario. Da quel Settembre l’evoluzione è stata repentina e inarrestabile: nel Giugno del 2010 il Malaga passa ad Al Thani, mentre nel 2011 Al Khelafi si prende il PSG. A loro si sono uniti anche altri investitori, come Thomas di Benedetto che si è preso la Roma.

Se però il Manchester City sembra aver parzialmente arrestato il flusso di sterline spesi nella campagna acquisti, il PSG ha abbattuto qualsiasi record: nella prima campagna acquisti ha speso più di 200 milioni, fregandosene di crisi e debiti. Ma la domanda che tutti si pongono è se il PSG possa rimanere impunito dopo una tale spesa. La risposta ce la fornisce Tony Damascelli in una recente intervista: “Il Fair play finanziario esiste ma chi ha i soldi non ha bisogno del fair play finanziario. Chi non lo è invece ricorre alle banche. Il fair play finanziario taglierà la testa a chi ha delle perdite grosse. Ma chi potrà rientrare e grazie ai propri mecenati far il mercato può stare tranquillo”.

CALCIO-SCOMMESSE. Come se non bastasse il calcio italiano è in mezzo a quello che viene definito Scommessopoli o Calcio-scommesse: una rete infinita di accordi tra giocatori, dirigenti ed allibratori per comandare e gestire le partite di Serie A, Serie B, Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti.

Tutto è iniziato il 1° Giugno 2011, quando in seguito all’inchiesta “Last Bet” furono eseguiti numerosi episodi di custodia cautelare a danni di personaggi del mondo sportivo, come Cristiano Doni e Giuseppe Signori. L’inchiesta, con un numero incredibile di società e tesserati sotto accusa, si divise così in più filoni nelle procure di Cremona, Bari, Napoli, Genova. La svolta più importante si è avuta durante il secondo nella procura di Cremona, in cui si è scoperto un’organizzazione con sede a Singapore capitanata da Eng See Tan, che gestiva e gestisce scommesse clandestine in tutto il mondo; questa organizzazione era direttamente connessa al clan dei “bolognesi” (capitanati da Signori) e degli “zingari” (capitanati da Gervasoni) e così potente economicamente da avere in mente di acquistare l’Albinoleffe per la stagione 2012/2013.

FUTURO. Chiunque abbia vissuto sulla propria pelle il calcio dei decenni passati non può fare a meno che allontanarsi da questo presente così lontano dagli antichi valori e dalle antiche gioie del calcio. La verità è che il futuro del calcio sarà dei ricchi, perché il FFP punisce chi non paga i debiti alle banche oppure non ha bilanci attivi, non chi investe soldi sulla propria società (senza esagerare però).

Ma allora che fine faranno quelle squadre senza sceicchi, americani, asiatici o stadi di proprietà? Beh, forse sarebbe una cosa da chiedere a Michel Platini..



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