Domenica, 23 luglio 2017 - ORE:06:39

Juventus festa scudetto 2012: Campioni nel cuore


Non si registrerà, forse mai più, il tutto esaurito allo Juventus Stadium. Rimarrà sempre un posto vuoto nel cuore dei tifosi, che i soli ricordi, difficilmente potranno colmare.

Quelli di Domenica 13 Maggio si sono arricchiti di emozioni mai provate in maniera così tangibile, e che solo chi porta quel nome e quel cognome è in grado di provocare. Niente di studiato, tutto sorge spontaneo, creato con il cuore, i sentimenti, e la passione: Un giro di campo, una comunione con il fedelissimo popolo bianconero, durata ben venti minuti per Alessandro Del Piero, l’idillio definitivo e tristemente a tteso da milioni di appassionati che si stringono, in un ultimo caldo abbraccio, intorno al loro beniamino.

La juventus distratta in campo e la gente rapita attorno, che cerca di incrociare con gli occhi, lo sguardo e il saluto di 19 anni di Storia bianconera, ci racconta, con il lucido, trattenuto e poi lasciato andare, della commozione, e quel respiro malinconico, quanto Del Piero sia identificato, quasi compenetrato con la Juve stessa.

Non c’era niente che di così intenso si potesse immaginare, niente che così probabilmente mai più si ripeterà, e che rimarrà gelosamente custodito nell’animo di chi Domenica ha forse del tutto compreso, quanto avesse prodotto e contato Alessandro Del Piero.

Ci saluta, così, dopo quasi un ventennio di carriera, colorata di inestinguibili e inestimabili firme, la figura di un campione italiano, vero, invidiato, riconosciuto tale, anche dai peggiori rivali, e dai più aspri critici, che in tante, tantissime occasioni hanno dovuto desistere di fronte alla oggettiva e genuina classe di chi ha ripercorso e definitivamente compiuto le gesta dei migliori numeri 10 che la Storia calcistica ha consegnato agli onori della cronaca.

Il carattere forte, ma velato di professionale pacatezza, è ciò che ha permesso ad Alessandro Del Piero, di rialzarsi nei momenti più difficili della sua lunga carriera, e lo ha distinto, dentro e fuori del rettangolo di gioco, da molti suoi colleghi, che troppo spesso, con dei comportamenti poco esemplari e sopra le righe, hanno rischiato, e rischiano tutt’oggi, di pregiudicare anzitempo, il proseguo di una nobile fama.

Ce lo ricorda, non solo Del Piero, ma anche Gennaro, “Rino” Gattuso, un altro grande nome del nostro calcio, che dice addio, o forse solo arrivederci, al Milan dopo 9 anni di rispettabile e onorato cammino rossonero, assecondando lo smarcamento dal sodalizio milanista del compagno Alessandro Nesta.

Si aggiungono alla schiera di addii anche Gianluca Zambrotta, Clarence Seedorf, e non per ultimo, Filippo Inzaghi, in una giornata, come già detto, di fortissime emozioni, in cui la gioia e la malinconia, hanno inesorabilmente continuato a litigare, ma che i simboli irriducibili di Juve e Milan salutano nel migliore dei modi.

Il fantasista bianconero Del Piero da una parte, e il bomber rossonero Pippo Inzagni dall’altra, bagnano con il gol (ciò che per tutti questi anni è stato il loro mestiere) la loro ultima prestazione nel nostro massimo campionato,e ci ricambiano di un ringraziamento dovuto prima di tutto a loro, da sempre grandi sportivi, volenterosi, infaticabili, veramente appassionati, per tutto questo indiscutibilmente campioni.



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