Lunedi, 20 novembre 2017 - ORE:06:35

L’inter perde a Napoli: cosa le manca per tornare grande?


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Un 2 a 0 che non lascia spazio a repliche: l’Inter, come del resto già si era visto contro la Lazio, non è una squadra “grande”. Almeno non grande come lo è stata fino ad un anno e mezzo fa, quando il 22 maggio 2010 Milito stroncò il Bayern in finale di Champions. Sembra passato un secolo da quella magica notte, in cui l’Inter, guidata dalla compatezza e dalla cattiveria di Mourinho, riuscì a conquistare il titolo più prestigioso proprio nello stadio che, dopo quella notte, è diventata la casa dell’ex allenatore neroazzuro.

L’inter è cambiata moltissimo da quel giorno: il diamante Eto’o, che soprattutto nella scorsa stagione fu devastante, è stato convinto da un contrattino da 60 milioni di euro in 3 anni ad andare in Russia a giocare; il “Principe” Milito, che condusse l’Inter alla vittoria di tutte le competizioni a suon di gol, si è preso una vacanza di un anno e mezzo e solo di recente è tornato (più o meno); non c’è più il “Bad Boy” Balotelli; manca Santon, ceduto colpevolmente al Newcastle per arrivare al mai sbocciato Zàrate; ma soprattutto manca la grinta, la voglia di vincere, la cattiveria agonistica e il coraggio di quell’Inter.

I tifosi sono quasi due anni che la aspettano, ma questa sembra, eccetto rarissime quanto effimere apparizioni, nascondersi e non voler tornare. I tifosi dell’Inter dovranno soffrire ancora parecchio: l’unica soluzione plausibile è proprio la prima che dala dirigenza viene scartata. Il riferimento è chiaramente al mercato, dove il Barcellona ha investito ben 95 milioni di euro questa estate per comprare due fenomeni come Sanchez e Fabregas, il Manchester City si aggiudicato Aguero e Nasri, dove addirittura il Milan meno di un anno fa ha comprato Ibrahimoviç e Robinho, e dove l’Inter in due anni no ha preso nessuno (degno di nota).

Eppure oltre alla mano di Guardiola e alla sua cultura calcistica, è proprio il mercato, la capacità di rinnovarsi e di rischiare facendolo ad essere la chiave di successo principale del Barcellona. Nessuno pretende da Moratti quelle spese ai limiti della follia, sia chiaro: il flai play economico è importante e soprattutto lo è il patrimonio del Presidente, in questi anni preso d’assalto dalle casse nerazzure in profondo rosso… quello che si deve pretendere però dall’Inter è più accortezza sul mercato: prendere giocatori a basso costo perchè di bassa qualità, non paga.

Paga invece prendere giocatori giovani e delle cui doti non si può dubitare, i cosiddetti “affermati”, che a via Durini non si vedono da due anni: troppi per una squadra che vuole puntare in alto, che vuole vincere campionato e Champions, che vuole essere considerata una dell più forti al mondo e non tornare la barzelletta di un tempo.I giocatori da inserire sono due: un Fabregas e un Sanchez (guarda due ex obiettivi della società ma il cui grosso mercato ha fatto compiere un netto dietro front a favore del Barça).

E’ proprio la seconda punta, quella agile e veloce, con tecnica fuori dall’ordinario e con dribbling nello stretto di grande importanza, il jolly che cambia la partita con un’ accelerazione che manca alla squadra di Ranieri: ieri è stato palese come la tattica fosse quella della ripartenza veloce, ma altrettanto palese è stata l’incapacità delle due punte Milito e Sneijder di realizzare una sola di quelle ripartenze.Sono le caratteristiche dei giocatori che hanno disilluso le speranze di Ranieri, così come con la Lazio.

Impossibile allora arrivare ai due giocatori del Barça? Certo: sono nella squadra più forte del mondo e lì rimangono volentieri. Altrettanto si può dire di giocatori simili? Assolutamente no: ci sarebbe un certo Lavezzi che all’età di 26 anni verrebbe di corsa all’inter per una cifra di poco superiore ai 30 milioni, ma anche un promettente e già grandissimo Jovetic, che ha dalla sua gli anni (classe ’89) e una tecnica mostruosa tale da tenere da solo la Fiorentina sulle spalle, nonchè il prezzo dato che non potrà certo (per ora) essere superiore ai 25-30 milioni;

per il centrocampo i nomi sono anche molti di più: Lucas, giocatore del San Paolo già seguito dal direttore Branca, di indubbie capacità tecniche e dotato di grandissima velocità (sebbene avrebbe sicuramente bisogno di un periodo di assestamento nel calcio italiano), Casemiro, Hazard, Goetze, e tanti altri giovani promettenti ma i cui colpi fanno già impazzire i più grandi club d’ Europa

.Con un 50 milioni di euro al massimo (cifra pari a circa metà di quella spesa dal Barcellona per Sanchez e Fabregas) l’Inter darebbe a Ranieri una squadra sicuramente pronta per poter competere in tutte le competizioni, senza dover aspettare il ritorno dei giocatori del triplete, ormai, complici l’età e gli infortuni, improspettabile; senza dover chiudersi a catenaccio anche con il Lecce; senza dover mettere Zàrate o Castaignos quando c’è bisogno di dare una scossa alla partita (Mourinho faceva scaldare dalla panchina un ragazzo di nome Balotelli); senza dover far giocare Milito da solo contro 5 giocatori e mettere Sneijder seconda punta quando mancano Pazzini o Forlàn (quest’ultimo assente un po’ troppo spesso per venire preso in considerazione come reale acquisto estivo).Insomma il mercato non è l’unica risposta ma certamente sarebbe quella più efficace per far tornare l’Inter e soprattutto i suoi tifosi a sognare in grande.



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