Domenica, 24 settembre 2017 - ORE:01:06

Napoli – Inter 1 a 0, il crollo dei nerazzurri


E’ finito 1 – 0 uno dei tre posticipi della ventiseiesima giornata di ritorno del Campionato di Serie A. Un Napoli con il morale a mille per la vittoria al San Paolo con il Chelsea di Villas Boas, rifila un gol ad un Inter che prolunga il suo periodo nero.

Il Napoli inizia bene e nel primo tempo colleziona già diverse palle gol; l’ Inter, che non va a segno da quattro partite, produce una sola palla gol nei primi minuti con Stankovic.

Alla fine del primo tempo escono Forlan e Sneijder  per Cordoba e Pazzini , ma né il colombiano in difesa, né la ex punta doriana  riescono a far cambiare marcia ai nerazzurri che vengono colpiti al 59’ da Lavezzi dopo una straripante azione dello splendido Dzemaili.

Il Napoli, che perde Aronica al 79’, espulso per fallo da ultimo uomo su Poli, subentrato a Stankovic, continua ad avere il pallino del gioco ma concede nel finale due occasioni all’ Inter nel finale: prima Pazzini di testa, solo davanti alla porta, si divora il pari, e poi Faraoni conclude a lato con un tiro al volo.

Il Napoli con questa vittoria può adesso iniziare a sognare più in grande anche in campionato. Mister Mazzarri può andare fieri dei suoi ragazzi che, dopo la vittoria in Champions League, trovano continuità in campionato.

Cannavaro nel dopo partita ha dichiarato: “Meglio il terzo posto che la qualificazione ai quarti di Champions”; ma i tifosi napoletani si chiederanno se, con maggiore continuità, non sia possibile raggiungere entrambi gli obiettivi.

L’ Inter non si rialza: nel girone di ritorno 5 sconfitte e un pareggio rocambolesco sulla “pista da sci” di San Siro contro il Palermo. Sconfitta a Lecce, sconfitta netta contro una Roma dalle prestazioni altalenanti e poi le due sconfitte a San Siro contro Novara e Bologna, quando rispettivamente il Novara non vinceva da 10 partite e il Bologna ne rifila tre a Julio Cesar, assistito da una difesa imbarazzante.

Ranieri a questo punto, pur non dimettendosi, è in bilico. Si fanno nomi di traghettatori come Figo, Zenga, Baresi; ma viene da domandarsi se sia l’ allenatore il problema.

In effetti sembra che l’ allenatore conti poco quando una squadra è stanca fisicamente e a livello psicologico. Certi giocatori non sono eterni (vedi Cambiasso e Zanetti) in un centrocampo già debole a suo tempo, in attacco non c’ è più Eto’o, e la difesa, che era il punto di forza, appare spaesata e distratta.

Dopo la vittoria in Champions League del 2010, poteva essere accumulato un tesoretto di 70 mln da reinvestire per ringiovanire la squadra con giocatori validi (cessioni di Milito, Maicon e magari Sneijeder); invece sono stati “svenduti” i due talenti maggiori: Eto’o e Balotelli. Adesso la squadra è da rifondare in un periodo di Fair Play finanziario che sembra rispettare quasi unicamente la squadra interista.

Palermo a parte, ci chiediamo se la squadra interista riuscirà a battere un altro record: dopo le 7 vittorie consecutive anche le 7 sconfitte consecutive (Champions compresa).

Il vero miracolo adesso sarebbe trovare la formula per rialzare la testa in campionato: magari con l’ ultimo scatto d’ orgoglio dei vecchi campioni.



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