Domenica, 24 settembre 2017 - ORE:01:03

Quel grande punto interrogativo che è l’ Inter: tra ieri e il domani passando per il catastrofico presente



Ci siamo: alla 29° giornata di campionato se ne va l’ ultimo allenatore dell’ Inter del dopo Mourinho.

Claudio Ranieri all’ indomani della sconfitta con la Juventus nel “derby d’ Italia” viene esonerato senza indugio e al suo posto, ad allenare i “presunti grandi”, l’ allenatore della primavera, fresca vincitrice della Next Generation Cup, Andrea Stramaccioni.

Forse il presidente Moratti non aspettava altro che questa bella vittoria nella “Champions League giovanile” per fare del tecnico romano, già vice proprio di Ranieri alla Roma, il nuovo Guardiola, almeno a parole.

Ma perché esonerare proprio adesso Ranieri? L’ Inter si trova all’ ottavo posto in campionato, fuori dalla lotta per il terzo posto e in grande difficoltà per entrare pure in Europa League, ma i gravi problemi della squadra certo non si iniziano a scorgere solo adesso.

Criticare le scelte passate in campagna acquisti, specie dopo Madrid 2010, il discusso fair play finanziario interista, e le vicende con i passati allenatori, ormai per i tifosi interisti anche più fedeli è diventata cronaca giornaliera.

Come mai nella società interista, a due anni dalla vittoria in Champions League, non si intravede una strategia seria per riportare ad un buon livello la squadra? Questo è il grande dramma dei tifosi.

Tra le vittorie e le nuove angosce dei tifosi ci stanno forse un presidente troppo soddisfatto di quella vittoria a Madrid (frutto di un superbo Mourinho assecondato dalla fortuna) e troppo convinto di aver acquisito quella maturità in società da poterlo mantenere ai vertici almeno in Italia, quando i passati successi erano stati conseguiti con la minaccia della “sola e modesta” Roma e senza Juve e Milan a grandi livelli.

Non vi è stata una rifondazione seria forse perchè non vi sono stati dirigenti tanto scaltri da capire che il “ciclo mourinhiano” non era altro che la fine gloriosa “del ciclo manciniano” e che urgeva rinnovare la squadra sfruttando l’ attivo della vittoria in Champions League e la cessione di stelle al tramonto e logore fisicamente che pur avevano un buon mercato.

Sulla panchina si sono seduti Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri e arriva ora Stramaccioni. Solo i primi due hanno cominciato da inizio stagione ed entrambi senza il favore del presidente; che non fa mercato per loro e che gli addossa rispettivamente colpe – “la colpa della stagione disastrosa dell’ Inter è di Gasperini” – e prese in giro – “Ora che è arrivato Leonardo compro i tre giocatori chiesti da Benitez”.

I due allenatori che dovevano far ripartire un “Progetto Inter” sono stati bocciati in partenza dal presidente Moratti che per la sua squadra aveva acquistato giovani forse “troppo giovani e poco maturi per il campionato” su cui poi l’ allenatore non puntava, al netto di figure poco gloriose sul terreno di gioco.

A Ranieri sei mesi fa veniva consegnata un’ Inter disastrosa dal punto di vista fisico e scarica emotivamente. L’ allenatore romano è pur riuscito a conseguire 7 vittroie di fila puntando sull’ ultimo colpo di china degli ex grandi campioni.

Ha puntato ancora sull’ esperienza e sull’ orgoglio dei grandi senatori sacrificando, forse per scelte non solo sue, i pochi giovani che avevano dimostrato di poter dare qualcosa almeno dal punto di vista fisico.

Al suo posto ecco l’ ex vice, lodato e stalo dato dalla critica giornalistica dopo la vittoria con i giovani della primavera. E c’ è già che invoca ad un nuovo ciclo proprio partendo da alcuni di quei giovani.

Mister Stramaccioni da “nuovo Guardiola” dovrà essere tanto abile da far remare tutti dalla stessa parte oltre che, se confermato a fine stagione, cercare di fare lui il mercato puntando su giovani almeno di media qualità.

Sperando che riesca dove hanno fallito o sono stati fatti fallire altri ci auguriamo che riporti l’ Inter ai livelli che le competono per rivedere dopo tanti anni Milan, Inter e Juventus a lottare tutte e tre per il titolo di Campione d’ Italia.



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