Domenica, 19 novembre 2017 - ORE:22:15

Semifinali di Champions: 90’ minuti di crisi per le due grandi iberiche


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Brusco ed inaspettato doppio stop per le spagnole di Champions che , nel turno di andata delle semifinali della competizione, falliscono l’opportunità di mettere una seria ipoteca sulla finale di Monaco del prossimo 19 maggio.

Real Madrid e Barcellona “steccano” proprio nel momento più propizio per emettere il loro più importante acuto della stagione, il tanto sospirato e trionfale squillo di tromba che avrebbe potuto candidarle come le principali favorite per la vittoria finale, proiettandole in anticipo verso il grande match, la partitissima, l’immensa e infinita sfida tra le due compagini iberiche dominatrici in Spagna e in Europa e che oggi, a detta di molti tifosi ed esperti, rappresenta la madre di tutte le partite, un confronto stellare, il più adatto da qualche anno a questa parte, per una finale di Champions.

Pertanto il cammino delle due acerrime rivali di Spagna verso la tanto sospirata e pronosticata finale “tutta iberica”, si fa in salita tanto per i madrilisti quanto per i catalani.

Il Real di Jose Mourinho è costretto al primo Ko stagionale in campo europeo in casa di un Bayern Monaco molto brillante, maggiormente organizzato e determinato sul piano della manovra e bravo a non lasciare spazio alle iniziative dei Blancos, apparsi visibilmente timidi ed insolitamente impacciati. Le Merenges hanno infatti sofferto molto , fin dalle prime battute, il ritmo di gioco elevato imposto dai tedeschi, ma soprattutto lo straripante dinamismo dei loro migliori interpreti Robben e Ribery e la caparbietà del solito implacabile bomber Mario Gomez.

Grazie a quest’ultimo, i bavaresi, premiati di tanti sforzi nel corso dell’incontro, strappano nel finale un meritato successo. Il Bayern nell’arco dei 90’ ha dimostrato che, in un torneo così prestigioso e di alto livello come la Champions League, molto spesso paga di più il gioco di squadra rispetto alle doti tecniche individuali, come quelle dei singoli della squadra spagnola, come sempre indiscusse ma risultate ben presto poco efficaci di fronte alla compattezza e lo spessore degli avversari guidati da Jupp Heynckes.

Il risultato finale vede vittoriosi i tedeschi per 2-1. La rete messa a segno da Gomez al 90’, arriva dopo le segnature di Ribery, per il primo vantaggio Bayern nella prima frazione, ed il momentaneo pareggio di Mesut Ozil per il Real al 53’.

Non è stata una serata di gloria calcistica neppure per il Barcellona. I ragazzi di Guardiola confermano lo scarso feeling con i campi inglesi ed escono sconfitti quasi a sorpresa dallo Stamford Bridge di Londra contro l’indomito Chelsea di Mr.Di Matteo. La squadra londinese sembra aver assorbito alla perfezione, già dopo pochi mesi, i meccanismi e la mentalità impartitegli dal nuovo tecnico italiano, subentrato a Villas Boas nel mese di gennaio.

Drogba e compagni sono stati molto abili nel contenere gli attacchi blaugrana, applicando un pressing costante sui portatori di palla del Barca, costruendo una diga difensiva che ha costretto gli spagnoli ad un possesso troppo orizzontale, e in grado di creare una densità di giocatori a centrocampo utile per le ripartenze veloci; Ed è proprio questa la chiave tattica che ha permesso al Chelsea di sbloccare la partita, nell’unica vera grande occasione costruita in tutto il match, capace di far male alla retroguardia del Barcellona.

Al 47’,nell’ultima azione del primo tempo , un ottimo Raul Meireles in fase di interdizione, anticipa Messi a centrocampo e con un’apertura fantastica serve con precisione la corrente Ramires che scende sulla sinistra . Il brasiliano mette giù di petto a seguire e dopo venti metri palla al piede, calcia in corsa un pallone teso in mezzo all’area che pesca l’inserimento puntuale e a fari spenti di Didier Drogba. La punta ivoriana non sbaglia e firma il vantaggio per i padroni di casa.

Il risultato non cambierà più fino al termine ma è apparsa ancora una volta evidente la superiorità della squadra ospite che recrimina per alcuni episodi.

Le occasioni più clamorose targate Barca portano la firma di Sanchez, traversa nella prima frazione , e Pedro, palo colpito a pochi istanti dal fischio finale con un destro piazzato che improvvisamente riesuma per i tifosi londinesi gli spettri della mancata qualificazione alla finale di tre anni prima.

Nel 2009, nello stesso stadio, andò in scena proprio Chelsea-Barcellona, semifinale di ritorno. La squadra di Londra, allora allenata da Guus Hiddink, era ad un passo dalla seconda finale consecutiva contro il Manchester United dopo quella persa a Mosca nel 2008 e il blaugrana Iniesta a pochi minuti dalla fine, raccogliendo un passaggio di Messi in area di rigore, scagliò verso la porta (la stessa che ieri stava per essere violata dalla conclusione di Pedro finita sulla base del palo) un tiro di prima intenzione forte sotto la traversa che valse l’1-1 e consegnò il pass per la finale di Roma al Barcellona.

Quello fu l’anno dell’inizio del sogno azulgrana per Guardiola mentre oggi la fortuna, almeno per ora, ha voltato le spalle alla squadra catalana. Forse il destino vuole che il Chelsea per il tecnico spagnolo, sia stato l’apertura di un ciclo ma che diventi anche la chiusura dello stesso? Stremo a vedere. La prossima settimana, il 24 aprile, i londinesi sono attesi nella bolgia del Camp Nou dove il Barca tenterà in tutti i modi di riportare il discorso della qualificazione a suo favore.

Lo stesso compito attende il Real Madrid che vuole rimontare lo svantaggio maturato in terra tedesca. Per entrambe le selezioni iberiche è dunque impresa possibile raggiungere la finale di Monaco, ma entrambe non potranno lesinare energie nervose, indispensabili per il super classico che si avvicina.



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