Sabato, 18 novembre 2017 - ORE:15:13

Tevez-Milan: tutto finito, se ne riparla a Giugno


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Finalmente ed ufficialmente, con il deposito del contratto di Maxi Lopez nella sede della Federazione, si è conclusa (almeno per questa sessione di mercato) la telenova che più ha dominato l’attenzione dei media: Tevez rimane al City e non va al Milan.

Il perchè è facile indovinare: nonostante l’amore giurato che il giocatore argentino e la società rossonera si sono manifestati reciprecomante, nonostante tutti gli sforzi di Galliani, nonostante la volontà di tutte e tre le parti di concludere in fretta una trattativa troppo estenuante, il Manchester City si opposto all’ultima proposta dell’entourage di via Turati (prestito oneroso di 4-5 milioni con diritto di riscatto fissato a 20), in quanto insufficiente.

E’ del resto da più di un mese che Al Mubarak respinge le offerte rossonere, ree di non contemplare la clausola dell’obbligo di riscatto, requisito considerato basilare da parte della società inglese per intavolare una qualsiasi trattativa degna di questo nome. Ma le casse del Milan non sono così grandi da poter aspirare a tanto, soprattutto per un giocatore che non vede il campo (di calcio) da parecchio e la cui forma (e il cui carattere) lasciano più di un dubbio sul reale apporto che sarebbe in grado di dare alla causa rossonera, almeno  per quanto riguarda questa stagione.

Eppure per arrivare a Tevez il Milan era disposto veramente a tutto: a metà Gennaio, e proprio perchè ritenuto sacrificio necessario per vestire l’Apache di rossonero (complice anche quella che si è rivelata poi una mera manovra di disturbo dell’Inter), era stato quasi ceduto Pato, il gioiello più promettente del panorama calcistico mondiale (secondo forse solo a Neymar), al Paris Saint Germain del nuovo tecnico Ancelotti, che era ben lieto di rinunciare all’argentino (seguito con forza infatti anche dalla squadra francese) per arrivare al papero che lui stesso aveva lanciato in Europa nel lontano 2007.

E come dargli torto: nostante qualche problema fisico di troppo, forse anche dovuto allo stress cui è costantemente sottoposto a causa dei media, il brasiliano è già a 22 anni uno degli attaccanti di maggiore classe a livello mondiale; al contrario Tevez, pur rimanendo un giocatore di grandissima qualità, non ha certo le doti di Pato e non ha mai nascosto una certa mancanza di disciplina (tattica e caratteriale) che lo ha portato prima alla rottura con il Manchester United e poi con il City di Mancini. Inoltre, come già accennato, è un giocatore da recuperare fisicamente e quindi non in  grado di rimpiazzare nell’immediato Cassano.

Pur conoscendo questi e tanti altri motivi di tal specie, Galliani era disposto al sacrificio. Ci ha pensato il Presidente Berlusconi in persona, tra un impegno e l’altro, a mettere fine a questa che a tutti gli effetti potremmo definire “follia”, sebbene sia stata fatta passare inizialmente come la volontà del calciatore di rimanere a Milano (quando era chiaro che la disponibilità del papero ad andare in Francia ci fosse).

Niente cessione di Pato, niente acquisto di Tevez. Allora ecco il ritorno deciso del Psg, valutato positivamente dal Manchester, ma non altrettanto dall’Apache, che rifiuta le offerte contrattuali milionare del club parigino per amore del Milan. Con buona pace di Leonardo e con gioia di Galliani, anche questa trattativa si interrompe. Ma il Milan non può cambiare posizione in merito: e quindi altri disperati quanto goffi tentativi di accaparrasi l’argentino.

Nel frattempo la società tiene sempre fermo il ripiego Maxi Lopez, che oggi è divenuto scelta definitiva dopo l’ennesimo infruttuoso tentativo su Tevez. Ma sarà poi un ripego? Innanzitutto, l’argentino ormai ex Catania può giocare la Champions, al contrario del connazionale del City per questa stagione. Non va dimenticato poi che tutti i calciatori che non hanno mai militato nel nostro campionato hanno bisogno di un minimo di un mesetto per adattarsi ad uno dei campionati più difficili del mondo, mentre, benchè le sue doti tecniche siano inferiori a quelle dell’Apache, questo problema Maxi Lopez di certo non lo ha.

Ma soprattutto, alla luce del prezzo e delle esigenze tecniche della squadra rossonera, Tevez non è mai stato l’acquisto giusto: se lo scopo principale era quello di rimpiazzare Cassano (che comunque probabilmente avrebbe fatto prima a rientrare in forma dell’argentino del City), il Milan avrebbe fatto un grosso errore di valutazione acquistandolo. Non sapremo mai se ne sarebbe valsa la pena, se il gioco di Galliani avesse valso la candela, o quantomeno non lo scopriremo prima di anno abbondante, se il Milan in estate deciderà di acquistare poi il giocatore.

Ma con tutta probabilità, ora come ora, quello che è sempre stato, che è e che per un bel po’ verrà considerato ancora come un ripiego si rivelerà una mossa di mercato molto più importante di quella che avrebbe potuto portare a Tevez. Discorso rimandato a Giugno, quando, forse, con calma le parti saranno più propense a compiere reciproci sacrifici. Una cosa è certa: il mercato delle società italiane lascia sempre più a desiderare, se negli ultimi due anni le squadre vincitrici del campionato hanno tesserato giocatori messi fuori rosa dalle precedenti società..

l’Inter con Pandev, il Milan con Cassano e di nuovo il Milan con Tevez: tutti giocatori decisivi e di indubbie qualità, ma che per entrare a far parte di questi grandi club devono rompere di netto con la società cui appartengono.



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