Lunedi, 20 novembre 2017 - ORE:06:39

Bufera Balotelli: è ancora SuperMario?

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Il periodo per il Milan è più nero che mai, oltre alle quattro sconfitte consecutive, all’amara uscita di scena in Champions League, ultimo traguardo rimasto in casa rossonera, bisogna aggiungerci le accese polemiche dei tifosi sempre più stanchi di vedere la propria squadra del cuore precipitare senza avere un paracadute, come dimostrato dall’accesa protesta prima e dopo la partita casalinga (persa) contro il Parma; mai in 28 anni di gestione Berlusconi l’ira dei tifosi aveva raggiunto questi picchi. I bersagli della tifoseria sono due personaggi illustri all’interno della truppa milanista, uno è l’Amministratore delegato Adriano Galliani e l’altro è colui che dovrebbe essere la punta di diamante della rosa rossonera, Mario Balotelli. Proprio Mario è stato attaccato dal tifo e da molti addetti ai lavori per lo scarso rendimento di questo ultimo periodo, per l’indolenza vista sul campo, per la mancanza di professionalità ( dopo l’infortunio subito alla spalla poche settimane fa, sul suo profilo twitter erano apparsi scatti in cui giocava a ping pong), e perché tutti avevano visto in lui l’elemento chiave per una stagione, che non sarebbe certo stata da vertice, ma nemmeno da incubo come invece è adesso. Ma facciamo alcuni passi indietro.

Stagione 2012-2013: Balotelli protagonista

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Balotelli è il colpo a sorpresa dell’ultimo minuto del calcio mercato invernale del 2013, giunge in pompa magna, tutti lo proclamano come affare assoluto di mercato, anche perché il dottor Galliani è riuscito a strapparlo alle grinfie del Manchester City per una cifra attorno ai 20 milioni di euro pagabili in più rate, sembra un vero colpo. I ricordi di un Europeo che lo aveva visto assoluto protagonista erano ancora lucidi nella mente dei tifosi rossoneri, specialmente la famosa doppietta in semifinale contro la Germania, che aveva (quasi) consacrato Balotelli nell’olimpo dei campioni assoluti del mondo del calcio. La stagione del Milan non era partita nel migliore dei modi, ma la rincorsa al terzo posto era cominciata, Balotelli esordisce nei primi giorni di Febbraio e alla prima partita da titolare segna una doppietta contro l’Udinese; è l’apoteosi. Il numero 45 abbraccia i colori tanto amati da ragazzino, è subito protagonista, il tifo lo ama, e molti sono convinti che il Milan sia il posto ideale per far uscire tutto il talento che questo ragazzo ha dentro di sé. Molti degli scettici però non si fidano ancora degli aspetti comportamentali del ragazzo, specie fuori dal campo: tra paparazzi e la questione famigliare con Raffaella Fico, Mario è sempre sulle copertine dei rotocalchi, e non sembra abbastanza maturo per sostenere su di sé il peso di una squadra intera, di una squadra così importante e gestire al contempo la vita privata. Balotelli però sarà uno degli artefici della cavalcata che ha portato la squadra di Allegri verso la qualificazione ai preliminari di Champions League, conquistando un insperato terzo posto in campionato ai danni della Fiorentina, non senza polemiche. In 13 presenze Mario segna 12 reti, quasi tutte decisive e l’etichetta di Mad Mario che aveva in Inghilterra o di “mela marcia” come aveva detto il suo presidente Silvio Berlusconi prima del suo acquisto, lascia lo spazio a quella di SuperMario.

STAGIONE 2013 – 2014: Cominciano i primi problemi

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Nella nuova stagione il Milan cambia pochi volti nel mercato estivo, il più importante è il ritorno di Kakà, elemento considerato importante anche per gli elementi più giovani del parco giocatori milanista, Balotelli compreso. La prima vera stagione da titolare in un team da parte di Balotelli però non è facile, infatti il Milan parte male, come lo scorso anno, ottiene la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League, ma in campionato naviga in brutte acque. Il rendimento di Balotelli è al di sotto degli standard dei sei mesi precedenti, riaffiorano gli aspetti negativi del carattere spigoloso del centravanti azzurro: infatti spesso cede alle provocazioni degli avversari, in campo sembra svogliato, si accende in rare fiammate di classe e si spegne altrettanto velocemente. I detrattori prendono sempre più voce, puntano il dito verso il bresciano, al quale attribuiscono grandi doti potenziali ma che non sono ancora espresse e che forse non si mostreranno mai. Il ragazzo perde mano a mano tranquillità, si fa parare un rigore da Reina del Napoli, il primo in carriera, e la questione della paternità della piccola Pia Fico distoglie la concentrazione dai campi di calcio. Balotelli affonda con il Milan di Allegri a Sassuolo, in una rocambolesca rimonta dei neroverdi che da 0 – 2 vincono 4 a 3, sancendo l’addio del tecnico livornese.

Balotelli – Seedorf: un rapporto tra alti e bassi

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In panchina arriva Clarence Seedorf, sembra che subito si sia instaurato un grande feeling tra i due, come dimostrato dall’esultanza dello stesso SuperMario dopo il gol partita contro il Bologna. L’idillio dura poco, il Milan dell’olandese dopo un inizio promettente comincia a  stentare, piovono le prime critiche. Dopo una buona prestazione nella sfortunata andata degli ottavi di Champions League contro l’Atletico Madrid, Balotelli sprofonda nella debacle del ritorno in cui il Milan esce dal Calderon di Madrid con una roboante sconfitta per 4 a 1. Balotelli è assoluto protagonista in negativo, mai concentrato, litiga con tutti, anche coi compagni di squadra. Mario subisce la fastidiosa etichetta di elemento mai decisivo nelle partite che contano, in quelle in cui campioni dovrebbero fare la differenza; eccetto la famosa partita con la Germania non si ricorda un Balotelli trascinatore contro una grande squadra. I tifosi perdono la pazienza a vedere un giocatore che non suda per i propri colori, quelli amati da bambino, e lo intimano a tornare all’Inter.

Balotelli oggi: SuperMario o no?

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Siamo arrivati ai giorni nostri, Balotelli è artefice di 11 gol stagionali in serie A, 15 totali in stagione. Oggi sembra che anche Prandelli abbia perso la fiducia in questo ragazzo, che non sembra più sicuro del posto in Nazionale, infatti come esplicitato dal commissario tecnico l’unico titolare certo sarà Buffon. Nel Milan ha perso la stima dei tifosi, la fiducia incondizionata del tecnico, che in questi ultimi scampoli di stagione potrebbe preferirli Pazzini, e soprattutto ha perso l’opinione positiva che aveva costruito nel primo semestre del 2013. Adesso Mario per molti non è più un campione, ma semplicemente un gregario, un ottimo giocatore, che dà il meglio di sé senza le pressioni e le aspettative di avere tutto il peso della squadra sulle sue spalle. Forse paga il peso di essere venuto fuori anni fa con  le stigmate del predestinato, del futuro pallone d’oro. Le attese sono troppo grandi nei suoi confronti, come nei sogni di Galliani in cui vedeva Mario il campione in grado di far alzare un’altra coppa dei campioni al Milan.

Ma siamo sicuri di chi sia veramente Mario? Se il SuperMario o TurboMario, ammirato ad Euro 2012, in fondo ha solo 23 anni, oppure un peso di cui liberarsene al primo offerente per calcare palcoscenici non troppo importanti come il campionato turco, è forse troppo prematuro pensare ad una sua cessione al Chelsea o in Turchia per una cifra intorno ai 15 – 20 milioni di Euro, è veramente lui il male del Milan odierno? Per ora non lo sappiamo.



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