Giovedi, 21 settembre 2017 - ORE:20:32

Dani Alves: un gesto semplice ma rivoluzionario per combattere il razzismo

dani alves

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Per una volta il calcio giocato passa in secondo piano

Il merito è di un campione brasiliano che con un gesto semplice, ma allo stesso tempo di grande impatto, dà una grande risposta a chi ancora si diverte negli stadi a insultare persone di colore lanciandogli pure oggetti di pessimo gusto.
Dani Alves, terzino destro del Barcellona, non ha attirato l’attenzione del mondo per un gol straordinario o una giocata da ricordare, ma per aver rispedito al mittente la provocazione di un tifoso del Villareal durante la sfida casalinga proprio con il Barça.
Dani va a battere un calcio d’angolo e dagli spalti, oltre ai soliti e ormai consueti “buuu”, arriva a pochi passi da lui una banana lanciata da un supporter del Villareal. Niente di pericoloso o che possa mettere a rischio la salute di chi scende in campo; tuttavia si tratta proprio del cibo che viene solitamente collegato ad un animale su tutti: la scimmia.
Qualcosa che non vuole fare male esteriormente, ma nell’animo del destinatario a cui è lanciato, per paragonarlo all’animale che più ci somiglia in natura.
Purtroppo non è la prima volta che accade un episodio del genere su un campo di calcio; quello però che ha fatto sorridere tutto il mondo, suscitando l’ammirazione nei confronti di questo giocatore, è stata la sua pronta a reazione di fronte a quel triste episodio.
Dani Alves non ha rivolto frasi ingiuriose nei confronti del pubblico; non ha preso il pallone scagliandolo verso la tribuna come fece Kevin Prince Boateng ai tempi del Milan; ma ha raccolta quella banana e, pochi istanti prima di battere un calcio d’angolo per la sua squadra, se ne è mangiato un bel boccone tra lo stupore di tutti i presenti.
Potrebbe sembrare un gesto qualunque ma in realtà non è così. Dani Alves ha dato un bel calcio al razzismo, dimostrandosi superiore di fronte a chi ancora manifesta pubblicamente la propria ignoranza.
Poco importa se il tifoso autore del gesto è stato individuato e successivamente privato a vita del proprio abbonamento per seguire il Villareal; molto più importante è quello che in poche ore è riuscito a scatenare il gesto del campione brasiliano: un vero e proprio spot anti-razzista.

Il gesto con la banana? Sono in Spagna da undici anni e queste cose accadono da quando io sono qui. Ma penso che bisogna ridere di questi ritardati mentali. Non so chi l’abbia tirata, ma devo ringraziarlo perché mi ha dato l’energia per fare poi due cross che ci hanno fruttato altrettante reti. Quel tifoso mi ha aiutato: ricordo che quando ho cominciato a giocare mio padre mi diceva sempre di mangiare banane perché così avrei evitato i crampi. Come hanno fatto a indovinarlo?“.
Dani Alves con queste parole dimostra di essere prima di tutto un uomo saggio, con dei principi, che sa usare anche l’ironia di fronte a chi ancora perde tempo a insultare persone che hanno un altro colore della pelle.
Un gesto che in poche ore ha scatenato la reazione del mondo del web, che attraverso i social network ha voluto mostrare solidarietà e soprattutto fare i complimenti al nuovo volto della lotta al razzismo.

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Tanti i calciatori che hanno deciso di pubblicare sul proprio profilo un autoscatto morsicando una banana o semplicemente tenendola in mano: Neymar, Aguero, Roberto Carlos, Coutinho e Suarez, David Luiz e poi ancora Balotelli, Mertens, Juan Jesus.

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Sono i primi a essersi lanciati in questa iniziativa, ma tanti altri li seguiranno a ruota nei prossimi giorni.
Anche il nostro premier Matteo Renzi, deciso ad aderire a questa simpatica campagna, si è fatto fotografare insieme al ct della Nazionale Cesare Prandelli durante un incontro a Palazzo Chigi.
Foto di rito? No. Una bella banana in mano e un morso per entrambi. Una sorta di vero e proprio flash mob digitale che in poche ore ha contagiato tutti; non solo calciatori, ma anche fidanzate, tifosi, giornalisti e soprattutto gente comune.

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#siamotuttiDaniAlves – #ancheiomangiolabanana – #somostodosmacacos: questi gli hashtag lanciati su Twitter e sugli altri social network per supportare un’iniziativa nata per caso, ma diventata in poche ore uno spot mondiale nella lotta al razzismo.

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