Domenica, 23 luglio 2017 - ORE:06:34

Resoconto 29a giornata di Serie A: Juve, e chi ti ferma più?

Tevez Juve Catania

Tevez Juve Catania

Tevez, ancora lui, mette la sua firma sullo scudetto

Non è stata proprio una passeggiata per la Juventus a Catania. Testa-coda tra prima e ultima della classe con risultato rotondo a favore della capolista? Non proprio. Una partita maschia, nervosa, in un ambiente caldissimo, è stata decisa solo dalla zampata del campione, il “solito” campione verrebbe da dire.

La sponda aerea di Osvaldo è risultata perfetta per l’inserimento di Tevez, che entrato nel cuore dell’area etnea ha trafitto con una rasoiata un Andujar non perfetto nell’intervento. Sedicesimo gol in campionato per l’Apache, che legittima il suo primo posto tra i cannonieri insieme allo scatenato torinese Immobile.

Tensione alta in campo costata cara prima ai tecnici delle due squadre (Maran e Conte cacciati da Damato nel primo tempo), poi ad uno sconsiderato Bergessio, che si fa notare più per le manate e le gomitate agli avversari che per le giocate col pallone (espulso per doppia ammonizione nella ripresa). Il Catania così rimane in fondo alla classifica, mentre la Juventus continua la sua scalata da extraterrestre toccando quota 78 e mantenendo 14 punti di vantaggio sulla Roma.

Gervinho Roma Chievo

Gervinho-Destro: la Roma abbraccia la Champions

Non poteva esserci giornata di campionato migliore per la Roma. Con lo scudetto ormai andato, il grande obiettivo dei giallorossi è il secondo posto per entrare in Champions League senza il rischio del turno preliminare.

Dopo la 29 giornata la squadra di Garcia può dire di aver fatto un bel passo in avanti a tal riguardo.
Successo a Verona contro il Chievo e contemporaneo sgambetto della Fiorentina al Napoli.
Prima Gervinho sfrutta uno svarione del difensore Cesar; poi Destro è bravo a incunearsi nella difesa clivense e a trafiggere Agazzi.

Vittoria meritata per i giallorossi, che con una gara in meno rispetto alle inseguitrici (il 2 aprile il recupero col Parma) possono contare su ben sei punti di vantaggio sul Napoli. Un bottino che comincia a essere consistente per una squadra protagonista di un campionato superlativo.

Joaquin Napoli Fiorenitna

Joaquin fa piangere il San Paolo

Il Napoli non riesce a scrollarsi di dosso le scorie lasciate dall’eliminazione in Europa League e cade ancora davanti al proprio pubblico per merito della Fiorentina. Pensare che a questo punto della stagione i partenopei si sarebbero trovati a 20 punti di ritardo dalla Juventus sarebbe stato folle. E invece la realtà a volte supera la fantasia. Una realtà che parla di un Napoli protagonista ancora di disattenzioni troppo evidenti per poter aspirare a grandi traguardi.

Ancora sotto accusa la difesa, che si lascia infilare troppo facilmente e porta all’episodio che decide la partita. Goulham al 37′ travolge Bakic lanciato a rete e viene mandato sotto la doccia. Per qualcuno il giallo sarebbe stato il cartellino adeguato; tuttavia la chiara occasione da gol era evidente ed il rosso estratto da Tagliavento ci poteva stare.

Nonostante l’inferiorità numerica gli uomini di Benitez hanno tenuto bene il campo, ma proprio nel finale i viola hanno trovato il colpo del ko con lo spagnolo Joaquin ben servito da Ilicic, ammutolendo il San Paolo per la seconda volta nel giro di quattro giorni.

Montella può gioire perché con questi tre punti la Fiorentina vola al quarto posto solitario e accarezza addirittura il sogno Champions (-7 proprio dagli azzurri). Il Napoli invece perde un’altra occasione per tenere il passo della Roma e sperare nella seconda piazza.

Icardi Inter Atalanta

Inter, i legni non bastano. L’Atalanta fa il colpaccio

Se ci fosse una classifica in base alle occasioni da gol create l’Inter probabilmente sarebbe in vetta (17 i pali presi in campionato, nessuno ne ha collezionati di più). Ma il calcio è fatto di altro, di palloni che si devono insaccare in rete per battere gli avversari. In questo i nerazzurri non sembrano proprio a loro agio.

Quattro tra pali e traverse, occasioni da gol buttate. Conseguenza? La punizione dell’avversario che manda all’aria tutte le aspettative create.

L’Atalanta, una delle rivelazioni di questo campionato, è corsara, un po’ fortunata, ma brava a crederci fino in fondo. Bonaventura con due gol è il cecchino di giornata (chissà che ora si spalanchino per lui le porte dei Mondiali…); il momentaneo pareggio di Icardi con maglietta dedicata alla fidanzata Wanda Nara è solo un’illusione. La squadra di Mazzarri infatti è troppo sprecona e non la butta mai dentro. Un peccato capitale se ambisci a tornare grande e alle prime posizioni.

Le conseguenze sono il distacco dal quarto posto della Fiorentina (ora a +4) e l’aggancio del Parma al quinto. Giù il cappello invece di fronte al lavoro fatto da Colantuono. La salvezza è già raggiunta e ora l’Atalanta può davvero iniziare a divertirsi. I sette punti dalla zona Europa in fin dei conti non sono un abisso.

Genoa Parma

Il Genoa blocca il Parma, ma i ducali dicono 17!

All’ora di pranzo il Parma delle meraviglie trova il muro del Genoa che gli nega la gioia della vittoria. Al Tardini finisce 1-1 con le reti di Cofie per i rossublù e di Schelotto (giocatore rinato dopo la panchina a Sassuolo) per i crociati.

La squadra di Donadoni crea tanto ma è poco cinica sotto porta, merito anche di un super Perin che in due occasioni si supera e difende come meglio non potrebbe la propria porta. Il punto non è comunque da buttare per il Parma; sia perché consente di agganciare l’Inter al quinto posto, sia perché permette di proseguire la favolosa striscia di risultati utili consecutivi arrivata ora a 17.

L’ultima sconfitta degli emiliani risale a quasi cinque mesi fa contro la Juventus, guarda caso prossima avversaria mercoledì sera a Torino. Visto il rendimento dei bianconeri in casa la striscia parmigiana è veramente a rischio; il Parma però ha sempre giocato a viso aperto con tutti e ci proverà anche con la Juve dei record.

Milan Lazio serie a

Milan-Lazio: un pareggio che non serve a nessuno

Basta un punticino a Seedorf per mantenere la panchina? Per il momento sì, anche se quanto visto a Roma è davvero troppo poco per pensare che il matrimonio tra l’olandese e i rossoneri possa proseguire a lungo.
Il posticipo tra Lazio e Milan finisce in parità: 1-1 al fischio finale. L’autorete di Konko su cross di Kakà manda avanti i rossoneri; poi è Gonzalez di testa a rimettere in equilibrio il punteggio.

Parlare di un Milan in guarigione sarebbe sbagliato. Continuano le amnesie difensive e in attacco si creano pochissime occasioni da gol. La tanto agognata scossa per ora non si è vista e il Diavolo rimane ancora lontanissimo dalla zona Europa (-11). Anche per la Lazio il punto non è risolutore. Tre punti avrebbero ridotto il gap da Parma e Inter, invece il pareggio lascia a cinque le lunghezze dalla coppia davanti.

Il mancato sostegno della curva (ancora in polemica con Lotito), gli striscioni e i cori razzisti contro Seedorf (colpevole secondi i supporters biancoclesti di non aver indossato sette anni fa il lutto al braccio nel giorno dell’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri), sono stati tutt’altro che un appoggio per la Lazio, che dovrà cercare di isolarsi da tutto ciò che ruota intorno per sperare nell’Europa.



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