Sabato, 22 luglio 2017 - ORE:20:58

Juve: questa è fuga scudetto

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Milan bello ma sprecone. Juventus cinica e spietata

Se questa non è la fuga decisiva per lo scudetto, poco ci manca.
L’attesa super sfida di San Siro tra Milan e Juventus sancisce ancora una volta il dominio incontrastato dei bianconeri in questo campionato.
Se la squadra di Conte riesce a uscire dal campo con i tre punti in tasca pur avendo giocato peggio dell’avversario e rischiato in più occasioni, è un segnale che il campionato sembra ormai già deciso alla 26a giornata.
Il Milan è vivo, ci crede, colleziona occasioni da gol a ripetizione, ma non la butta dentro.
E nel calcio si sa, non vince chi gioca bene, ma chi manda la palla in rete.
La Juve soffre, sembra alle corde, ma proprio quando dà l’idea di capitolare piazza la zampata che non ti aspetti. I salvataggi di Buffon e Bonucci valgono come gol fatti anche se non finiscono sul tabellino. A far gioire il popolo bianconero saranno però i due fuoriclasse d’attacco.

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Llorente a fine primo tempo su assist di Lichtsteiner e un missile da fuori area di Tevez nel secondo siglano il 2-0 che vale il +11 sulla Roma.
La coppia d’attacco argentino-spagnola fa sempre di più la fortuna di Conte: Tevez ora è il nuovo re dei cannonieri con 15 gol, Llorente sale a 11. Senza dubbio la miglior coppia gol del campionato.
In casa rossonera Clarence Seedorf può essere soddisfatto di quanto fatto vedere dai suoi. Come accaduto contro l’Atletico però, il Milan è incapace di capitalizzare. Una grave mancanza se vuoi risalire la classifica e sperare di entrare in Europa.

Roma-Inter: più botte che gol

La Roma comincia a dare i primi segni di cedimento nella sua rincorsa alla Juventus.
All’Olimpico, in uno dei big match di giornata, è 0-0 tra giallorossi e Inter, in una gara complessivamente giocata meglio dai nerazzurri, alle prese però coi soliti problemi in zona gol.
Di questo match, più che giocate spettacolari, rimarranno soprattutto i colpi proibiti e i non fischi dell’arbitro Bergonzi.
L’Inter si lamenta per due episodi discutibili in area giallorossa: un pugno di De Rossi a Icardi (gesto che gli costa la convocazione in Nazionale) e un abbraccio di Benatia sempre su Icardi.
Anche la Roma però protesta per due possibili rigori: trattenuta di Samuel su Destro e gomitata di Juan Jesus su Romagnoli.
Si lascia passare tutto, così toccherà alla prova tv applicare le sanzioni non segnalate da un Bergonzi in “serata no” e dai suoi assistenti poco collaborativi.

Napoli, un’altra occasione persa

La mancanza di continuità sembra essere il problema maggiore del Napoli 2013/2014.
La squadra di Benitez alterna prestazioni scoppiettanti e convincenti ad altre di tutt’altra fattura.
E così a Livorno, di fronte ad una delle ultime della classe, gli azzurri portano a casa solo un punticino che serve a poco, se non a far arrabbiare il tecnico Benitez:
Se non vinciamo queste partite è impossibile parlare di piazzamenti. Sono deluso da tutti“.
Il gol siglato su rigore da Mertens aveva illuso i tifosi partenopei, poco aiutati questa volta dalla “dea bendata”. I padroni di casa infatti hanno trovato il pareggio con un gol rocambolesco; un pallone schizzato sotto la schiena del portiere Reina che inavvertitamente l’ha spinto dentro la sua porta.
Il Napoli rimane così terzo a -6 dalla Roma, mentre il Livorno ottiene un punto utilissimo per la lotta salvezza.
Fiorentina lontana dalla Champions
Con il mezzo passo falso del Napoli, la Fiorentina aveva la chance di ridurre il gap da quel terzo posto sinonimo di Champions League.
Invece, dopo il pareggio strappato a Parma, i viola vanno al tappeto al Franchi contro la Lazio e perdono terreno dai partenopei.
Lo splendido gol in rovesciata di Cana dopo soli cinque minuti decide una partita che i giocatori di Montella non riescono più a raddrizzare.
Sospiro di sollievo per la Lazio. Usciti in modo beffardo dall’Europa League, i biancocelesti con questo prezioso successo esterno risalgono posizioni in classifica. Tra i pali si riscatta Marchetti dopo gli errori commessi in Bulgaria.
Da segnalare la protesta dei tifosi fiorentini a inizio partita. Silenzio per quindici minuti e cartelli contro la classe arbitrale ed il designatore Braschi. Le quattro giornata rifilate a Borja Valero non sembrano proprio essere andate giù a tutto l’ambiente viola. (Vuoi saperne di più sul Napoli? Leggi qui)

Questo Parma è tanta roba

Ormai non è più una sorpresa. Il Parma è ormai una conferma e prosegue il suo momento straordinario.
Marco Parolo va ad insaccare la porta di Pegolo dopo meno di un minuto di gioco. Mirante compie miracoli nel secondo tempo (strana la sua esclusione dalla Nazionale…). Il Sassuolo così cade ancora e il Parma vola. L’1-0 dei crociati è il 14° risultato utile consecutivo.
Paletta e Parolo vengono convocati in Nazionale, ma a Donadoni interessa soprattutto aver raggiunto il Verona al 6° posto in classifica con una partita in meno da giocare.
Ora anche l’Inter (+1 sugli emiliani) deve cominciare a guardarsi le spalle.
Piangono invece i neroverdi alla settima batosta consecutiva. Una batosta che fa malissimo al tecnico Malesani, esonerato lunedì mattina dopo il quinto ko su altrettante gare giocate.
Sulla panchina del Sassuolo ritorna Eusebio Di Francesco, autore della promozione in A e mandato a casa a fine gennaio quando la squadra si trovava al terz’ultimo posto. Ora servirà un’impresa, perché con Malesani in panchina gli emiliani sono sprofondati in fondo alla classifica.

No Toni, no party

Due punti persi o uno guadagnato? Guardando la classifica sarebbe più logico pensare alla prima ipotesi; dopo l’andamento della partita però, il punto va tenuto stretto.
Stiamo parlando del Verona, che non riesce ad andare oltre lo 0-0 contro un Bologna apparso in crescita al Bentegodi. Senza Toni gli scaligeri non riescono a sfondare e anzi, rischiano di cadere.
Se non ci avesse pensato Rafael a respingere il rigore di Bianchi chissà come sarebbe finita…
Un punto prezioso per i rossoblù per mettere il naso fuori dalla zona retrocessione.
Il Verona invece si vede agganciato dal Parma al sesto posto e si prepara a sfidarlo domenica prossima al Tardini in una gara che varrà tantissimo in chiave Europa.

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Domenica di gioia per le genoane

Una Sampdoria corsara sbanca l’Olimpico e vede la salvezza.
Il primo gol stagionale di Okaka e la perla di Gabbiadini su punizione fanno sorridere il tecnico Mihajlovic.
La Samp piazza il colpaccio esterno e supera 2-0 il Torino portandosi a +10 dalla zona che scotta.
Per i granata invece è un passo falso pesante che comporta la discesa al 9° posto.

Vittoria che equivale alla virtuale salvezza per il Genoa, che con il bottino pieno ottenuto sul Catania agguanta il Milan a 35 punti e comincia a sognare la zona alta della classifica.
Ci pensano Antonelli e Sturaro a fare esultare Marassi e a spingere sempre più giù il Catania, ora penultimo solitario.

Vittorie salvezza per Atalanta e Cagliari

L’ultima apparizione casalinga dell’Atalanta si era rivelata un disastro (0-4 col Parma). Questa volta invece a Bergamo si esulta per la vittoria sul Chievo.
Apre le danze Carmona per i nerazzurri. Nel secondo tempo il Chievo non molla nonostante l’inferiorità numerica (espulso Cesar) e pareggia i conti con Dainelli.
A cinque minuti dalla fine è il gol di Cigarini ad infilare Agazzi per il 2-1 finale che fa salire la squadra di Colantuono a 31 in classifica. Gialloblù fermi a 21 al terz’ultimo posto.

In Sardegna dilaga il Cagliari contro una frastornata Udinese.
Ibarbo, Vecino e Ibraimi timbrano il 3-0 che porta una bella boccata d’ossigeno in casa rossoblù.
In ombra la squadra di Guidolin anche se non meritava un passivo così pesante. I friulani si vedono raggiunti in classifica a 28 punti proprio dai sardi di Lopez.



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