Giovedi, 21 settembre 2017 - ORE:21:28

28° Giornata: I resoconti della Serie A

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I resoconti della Serie A parlano chiaro: L’Inter sulle spalle di Jonathan

La 28° giornata di Serie A è iniziata sabato alle 9 con un anticipo che ha il sapore di Europa. Allo Stadio Bentegodi, L’Hellas Verona di mister Mandorlini sfida l’Inter di mister Mazzarri. La partita si mette subito bene per l’Inter che,padrona del campo,si rende pericolosa con un colpo di testa di Icardi che però si stampa sulla traversa. La situazione si sblocca al 14° minuti con una bella azione di Jonathan che, dopo aver superato Albertazzi con una serie di dribbling, si inserisce in area e serve, con un passaggio perfetto, Rodrigo Palacio.

L’argentino, fresco di rinnovo di contratto, con il piatto del piede destro, viola la porta degli scaligeni. Al 28° minuto, i giocatore dell’Hellas si lamentano con l’arbitro per un presunto fallo in area di rigore di Ranocchia su Toni. Il primo tempo si chiude con un Inter padrona del campo ed un Verona che si è fatto vedere poche volte dalle parti di Handanovic. Nel secondo tempo la musica non cambia, Hernanes al 55° minuto su calcio di punizione colpisce la traversa. Dopo una serie di azioni pericolose, la squadra di Milano trova il raddoppio con Jonathan al 63′ minuto. Il Verona prova ad accorciare le distanze solo nel finale, grazie anche ad un Iturbe autore di buone giocate. I nerazzurri si impongono per 2-0 al Betegodi. La seconda vittoria consecutiva dopo quella con il Torino. Il Verona non riesce a tornare alla vittoria, dopo una serie di risultati non proprio esaltanti (due sconfitte ed un pareggio nelle ultime tre giornate). Il migliore in campo è sicuramente Jonathan che firma un gol ed un assist.

L’aquila vola verso l’Europa

La Lazio vince a Cagliari con un 2-0 utile per rincorrere un posto in Europa League. Una partita che la Lazio,nonostante i buoni spunti della squadra sarda,riesce a mettere sui binari giusti grazie al gol di Lulic. L’esterno della Lazio,innescato da Gonzalez,supera la retroguardia cagliaritana e viola la porta difesa da Avramov. La Lazio pare avere più motivazioni e il Cagliari non riesce ad impensierirla. Il secondo tempo appare come la copia del primo. La Lazio ci prova ed il Cagliari si difende. Ma al 68′ minuto Pinilla ha la possibilità sul rigore di rimettere in gara il suo Cagliari. L’attaccante della squadra di Lopez manda clamorosamente il pallone al lato. Allora la Lazio affonda il colpo una seconda volta(69′ minuto) con Keita. Il giovane talento della squadra di Reja,grazie ad un assist al millimetro di un Klose nell’insolita veste di assistman , fredda per la seconda volta Avramov. Al 76′ minuto, Marchetti riesce a zittire i suoi ex tifosi che lo insultavano, compiendo una parata su un tiro da 25 metri di Ibraimi. Il Cagliari si piega ad una bella Lazio.

cassa

Il Parma fa Cassa(no) a San Siro

Il Parma di Donadoni si impone sul Milan con un netto 4-2. Al Parma bastano meno di 5 minuti per andare in vantaggio. Schelotto,dopo un lancio che super la difesa,si trova tutto solo davanti ad Abbiati. Il portiere rossonero travolge l’argentino. L’arbitro espelle Abbiati per fallo da ultimo uomo e concede il rigore perché l’intervento si verifica in area. Cassano dal discetto non sbaglia e trafigge il neo-entrato Amelia. Seedorf (allenatore del Milan) riorganizza la squadra con un 4-4-1. Nonostante l’inferiorità numerica, il Milan prova a raggiungere il Parma ma non riesce a segnare. Il primo tempo finisce con gli uomini di mister Donadoni in vantaggio. Nel secondo tempo bastano 6 minuti al Parma per raddoppiare. Cassano segna il 2-0 con un tiro in diagonale e mette a segno la sua doppietta personale. Il Milan, forse per orgoglio,si desta e riesce ad agguantare il pareggio. Ramì di testa e Balotelli sul rigore fanno sognare il Milan. Ma a mettere fine alla festa ci pensa Amauri(entrato al posto di Cassano)con una magia di tacco al 74′ minuto e Biabiany di testa al 95′ minuto. I tifosi del Milan,stanchi dei risultati negativi,contestano la squadra ed in particolare Balotelli. Il Parma raggiunge 16 risultati utili positivi ed il Milan non vede ancora la fine del tunnel in cui si trova.

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Pirlo e Buffon prendono per mano la Juventus

Genoa e Juventus si affrontano nel posticipo della 28 giornata. A Marassi la Juve si presenta senza uno dei suoi uomini migliori,ovvero Carlos Tevez. Allora la squadra bianconera si affida alla coppia Osvaldo- Llorente, mentre il Genoa punta tutto su Gilardino e Sculli. Una partita che, sorprendentemente , ci ha mostrato un Genoa in attacco ed una Juventus in sofferenza per quasi tutta la durata del match. La partita all’inizio appare abbastanza equilibrata. Al 20′ minuto viene annullato un gol ad Osvaldo in fuorigioco. La segnalazione dell’assistente dell’arbitro pare giusta. Un buon Genoa, grazie anche al pressing che mister Gasperini ha pensato per questa partita, mette in difficoltà la Juventus, non permettendo alla squadra bianconera di ricamare il proprio gioco.

Al 38′ minuto Bertolacci, con un colpo di testa finito fuori, spaventa la Juventus. Il giocatore della compagine genoana lamenta una trattenuta di Lichtsteiner, ma per l’arbitro è tutto regolare. Un minuto dopo viene annullato un altro gol ad Osvaldo. L’italo-argentino, servito da uno splendido colpo di tacco di Pogba, segna quella che poteva essere la rete del vantaggio bianconera. Questa volta la segnalazione del guardalinee risulta errata, perché, al momento del passaggio, l’attaccante era in linea con l’ultimo difensore. Il secondo tempo inizia ancora con un Genoa più propositivo rispetto alla Vecchia Signora. Motta , al 56′ minuto, raccoglie una respinta di Buffon sul tiro di Bertolacci,ma non riesce a battere il portiere della nazionale italiana. La svolta della partita poteva verificarsi al 70′ minuto. Il tocco con la mano di Vidal, spinge l’arbitro ad assegnare un rigore per il Genoa. A tenere la Juve a galla ci pensa Buffon che para il rigore a Calaiò (entrato al posto di uno stanco Gilardino). Ma a regalare i 3 punti alla prima in classifica ci pensa Pirlo con una delle sue magie su calcio di punizione. Il regista italiano, su una punizione al limite dell’area procurata da Quagliarella, beffa Perin con il pallone che si insacca all’incrocio dei pali. La partita si conclude con un successo ottenuto con molta sofferenza dalla capolista. Il Genoa ha messo spesso e volentieri la Juve alle strette, ma, molte volte, ciò che fa la differenza nel calcio,è la qualità dei giocatori.



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